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la madonna abbandonata


‘le fotografie, che in quanto tali non possono spiegare niente, sono inviti inesauribili alla deduzione, alla speculazione e alla fantasia (Sulla fotografia – S.Sontag)

Tempo fa mi recai in terra sicula per fotografare un matrimonio.
Il giorno prima la cerimonia fui accompagnato dai rispettivi sposi per un sopralluogo della chiesa.
Mentre facevo tutte le prove d’illuminazione del caso e preparavo le inquadrature principali per il giorno seguente, fui attratto da un taglio di luce che filtrava da una porta secondaria della sacrestia.
Entrai e la vidi in un angolo: mi fissava e sembrava supplicarmi di portarla via da lì.
Di rimetterla là dove avesse potuto di nuovo avere un senso.
Al di là dell’oblio degli uomini.

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date: 28-07-2014 18:03

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cartolina.jpg

il gatto surgelato


Gente buongiorno.
Da oggi, e con la più auspicabile frequenza possibile, è mio intento pubblicare pensieri ‘sulla fotografia’, senza purtuttavia, anzichenò, alcun riferimento alle ben più dense e profonde riflessioni dell'indimenticata Susan Sontag e del suo omonimo manoscritto.
Esordisco con il racconto seguente, da cui il titolo, che mi causò per giorni alterni stati di shock e confusione mentale diffusa (nonché una salivazione oltremodo eccessiva e senza l’ausilio di lampadine, bistecche o transfert retroattivi).
Ancor oggi, quando ci penso, mi s’accende una luce rossa in fondo alla retina, a due passi dalla fovea, e vado in standby.
A voi giudicare se sia io particolarmente sensibile (già sento nitidamente le risa incontrollate) o se il fatto, nella sua piccola straordinarietà, sia realmente degno di nota.

Ma tant’è. Non mi dilungherò oltralpe.
Veniamo alla cronaca:

Nel febbraio del 2012 mi trovavo in India, e precisamente, nel giorno in questione, ad Agra. Quella mattina mi apprestavo a fare colazione sul terrazzo di un ristorante da cui si godeva una vista piuttosto interessante della città e del mausoleo che la rende famosa in tutto il globo. Fu quindi naturale alzarsi, fra un chai e il successivo, e sparare una raffica di fotografie verticali della veduta, con l’idea di ricomporle, una volta tornato a casa, in una lunga panoramica:


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date: 07-07-2014 16:14

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Panoramica_Taj.jpg

il gatto surgelato II


Fatto ciò, con curiosità morbosa, presi a navigare dentro l’immagine scovando alcuni dettagli curiosi:

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date: 15-07-2014 10:37

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IMG_8266_2.jpgIMG_8263_2.jpgIMG_8262_4.jpg

il gatto surgelato III


Ora, le scimmie sono diffuse come le zanzare ad Agra, quindi niente di cui stupirsi particolarmente (anche se per un becero perfettino benestante fottuto borghese occidentale vedere vacche e macachi per strada come fossero cani senza guinzaglio né medaglietta, fa sempre una certa impressione). Il ragazzo insaponato mi stupì moderatamente: insomma non me l’aspettavo ma la ritenni comunque una faccenda ordinaria.
Quello che di ordinario non aveva proprio un macco di fave, l’avrei visto di lì a poco. Attirò la mia attenzione una forma chiara oblunga sul lato sud est della panoramica.
Zummo zummo zummo zummo..

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date: 15-07-2014 10:57

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il gatto surgelato IV l'epilogo

15-07-2014 11:23

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Frontale contratto. Rughe in evidenza. Occhi pallati. Mandibola lussata e saliva da vendere all’ingrosso.

Ho pensato per mesi che quel giorno, parimenti, in alternativa, avrei potuto ricevere una telefonata dalla banca che mi comunicava l’estinzione gratuita del mutuo. Ma sarebbe stato chiedere troppo.

Mi sono limitato a (far) registrare, senza guardare consapevolmente, un atto a me invisibile (ma ben chiaro ed evidente alla macchina fotografica) nell’attimo esatto in cui si compiva.

Oppure no.
Il gatto è indubbiamente congelato. Ma non possiamo sapere se l’uccello è stecchito.
Né se quel cadavere ai giardini pubblici c’era oppure no..

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