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Il 30 maggio 2014 alle ore 12:00 sulla pista di atletica leggera di Curno, Lucio Bazzana dà il via a quella che a molti sembra un’impresa folle ed improbabile: percorrere in 100 giorni di corsa quanti più chilometri possibili, riducendo al minimo le pause di ristoro e le ore di sonno.

Raramente ho assistito a tanta caparbietà ed ostinazione.
Una testardaggine quasi zen nel suo semplice, irriducibile ed immutabile obiettivo: correre.
Ad ogni costo, ad ogni ora, in ogni condizione, al di là del dolore e della fatica fisica e mentale.

Quando sono salito sul riflettore dell’impianto sportivo e (un punto rosso su manto rosso) l’ho visto iniziare un giorno qualunque dei suoi cento, mi è sembrato potesse quasi fondersi con la gomma della pista e riapparire a piacimento in punti differenti del circuito. Quasi avesse conquistato sul campo (della mente), nella ripetizione identica e diversa degli attimi trascorsi, il dominio sullo spazio e sul tempo.

Lucio Bazzana, 60 anni compiuti poco più di un mese prima, taglia il traguardo il 7 settembre del 2014, a cento giorni esatti dalla partenza, dopo essersi lasciato alle spalle 8260 kilometri e aver inanellato 20561 giri.

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